[Con questo apro il mio libro fantasy On-Line!]
Capitolo 1°
Il villaggio di Solen
Solen sorgeva su una delle più alte colline che circondavano il regno di Osrem, con un'ampia vegetazione di Artis e Salseci, quest’ultime erano piante rampicanti con aculei lunghi un dito, sorgevano solo in quel luogo e facevano quasi da protezione al villaggio, vi crescevano attorno come una barriera difensiva, ma erano abbastanza impotenti di fronte alla lama tagliente di una spada, per questo erano del tutto piante inutili e abbastanza pericolose per la gente comune.
Gli abitanti erano più che altro falegnami, armaioli, e allevatori, non si possedevano doti al di fuori del normale in quel piccolo scorcio di collina, la gente amava vivere lì, nessuno abbandonava Solen, anche perché era uno dei pochi territori ancora in pace, nelle lontane terre del regno le cose non andavano bene, da quando era morto Danius il mago supremo, tutto sembrava cadere a pezzi l’esercito nemico non faceva che avanzare e causava sempre più vittime e prigionieri, nessuno degli abitanti dubitava che il potere del maligno sarebbe arrivato fin lì, ma al momento uno dei pochi posti più sicuri era proprio quello e la cosa giusta da fare di certo era non allontanarsi da quella terra, anche se la sofferenza della povertà causata dal conflitto iniziava a fare capolino.
La mattina si presentava gelida e severa alla misera popolazione, quando Zefelin si destò gli unici rumori che riuscì a distinguere erano lo scoppiettio della legna nel fuoco e il tintinnio di piccole boccette di vetro dalla stanza adiacente, scrutò fuori dalla finestra, un piccolo chiarore si faceva via, via, sempre più denso, si mise a sedere sul letto strofinò il viso e le uscì un leggero sbadiglio, l’alba era vicina, scrutò ancora una volta dalla finestra ed appoggiò la mano al vetro, venne percossa da un brivido, fuori la temperatura doveva essere abbastanza bassa.
<<zefelin!>>Un’anziana voce stridula la chiamò, si trattava della madre di suo padre era l’unica persona a lei rimasta peccato che la odiasse.
<<zefelin!Non ti sei ancora svegliata?!...>>Le urlò la donna da un’altra stanza.
<<si…nonna, arrivo…>>Rispose la ragazza, mentre si affrettava a prepararsi.
La nonna si chiamava Cobanna una vecchietta ritenuta alquanto strana all’interno di Solen, dal fare scorbutico e poco aggraziato, tutte le mattine la nipote si recava al mercato di buon ora, per mettere in vendita gli intrugli “miracolosi” “Così amavano chiamarli gli abitanti del villaggio” che solo l’anziana sapeva preparare, conosceva l’arte delle erbe ed era l’unica lì a sfruttare questa risorsa per guadagnare.
Quando la ragazza uscì di casa il sole s’imponeva flebile sull’alta collina, ed il vento gelido le feriva la pelle, aveva un fagotto sulle spalle e uno stretto fra le mani, dentro vi erano unguenti, erbe ed intrugli d’ogni tipo tutti riservati alle medicazion...
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